Dal 1969 al 1992

Dal 1969 al 1992

L'era di Corrado Ferlaino, “l’ingegnere”

Un anno, per capire e studiare mosse e avversari, e dopo l'interregno di Antonio Corcione, venezuelano, che morì prematuramente, e Corrado Ferlaino sale prepotentemente alla ribalta impossessandosi del Napoli: per acquisire la maggioranza, comprò proprio le azioni della vedova Corcione, su suggerimento dell'eterno Achille Lauro.

Ferlaino venne eletto Presidente il 18 gennaio del 1969. Aveva 37 anni.

Con lui si apre un'era ricca di momenti esaltanti. Risana il bilancio, suo pallino fisso, e riceve poi per questo anche la Stella al Merito Sportivo del CONI. Salvo brevissime interruzioni (una volta si dimise per appena otto giorni), conduce il Napoli agli Anni d'Oro.

Manca d'un soffio lo scudetto nel 1970/71 e nel 1973/74, vince la seconda Coppa Italia (1975-76) e la Coppa di Lega Italo-Inglese (1976). Nel 1974/75 – allenatore Luis De Menezes Vinicio, altro ex grandissimo fuoriclasse del Napoli – sfiora per la seconda volta lo Scudetto.

Ma il primo colpo a sensazione de “l’ingegnere” arriva nell’estate del 1975 e si chiama Beppe Savoldi. Un acquisto che già al tempo fece clamore per l’esborso economico: 2 miliardi. Ma Beppe-gol segnò un’epoca. “Mister 2 miliardi”, come venne soprannominato con malcelato moralismo, segnò 14 gol in Campionato e trascinò gli azzurri alla vittoria della Coppa Italia. La seconda della storia partenopea.

Quella squadra con alterne fortune traghettò verso l’inizio del nuovo decennio: gli anni 80. Che si aprono con un altro blitz di Ferlaino, in sinergia con il suo diretto collaboratore, Antonio Juliano, ex bandiera assurto a ruolo di Direttore Generale. Con Juliano arriva l’acquisto di Ruud Krol, l’obelisco e il mentore della favolosa Olanda del gioco totale. Con “Rudy” il Napoli sfiora di un nulla lo Scudetto. Sogno che si infrange il 26 aprile 1981 in uno sfortunato Napoli-Perugia – con gli umbri già retrocessi – finito 0-1 con un autogol di Ferrario.

Ma il tempo è galantuomo. Da lì a poco si arriva verso quello che a Napoli chiamano ancora “o miracolo”. Il Direttore Generale Antonio Juliano, indimenticabile capitano per diciassette anni del "cuore azzurro" - prende Diego Armando Maradona dal Barcellona, ingaggia due grandi manager Italo Allodi e Pier Paolo Marino, e con loro vince il primo Scudetto e la terza Coppa Italia (1986/87). Inoltre, ingaggiato Luciano Moggi e sempre con Ottavio Bianchi (ex mediano di spinta azzurro degli anni Sessanta) la Coppa Uefa (1988/89). Il secondo Scudetto (1989/90), la Supercoppa contro la Juventus (1990/91) le vince con Albertino Bigon sulla panchina.